Semplicemente EQUITAZIONE

Effettivamente è tutto detto: Assetto=Equilibrio=Tecnica.

Senti il cavallo con il cuore, ma lavora con la testa e soprattutto, non credere mai di aver imparato già tutto.

 

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AUTUNNO

Stagione stupenda, colori, odori e suoni d’autunno. Finite le giornate pigre, torna la voglia di fare, di sentire. Ma ancora la lunga giornata ti permette di lasciare andare il pensiero all’orizzonte e prendere del tempo per te stesso. Meraviglioso viverla appieno!

tramonto

STAGE di MdL-SYNCRO.

1 e 2 Giugno ’15

Il c.e. LE SIEPI organizza, presso c.i. VISOLA di Graffignana (LO).

Primo stage di MdL-Sincronizzata.
Aperto a tutti i tesserati Fitetrec-ANTE di ogni grado di patente.
Il lavoro nel rettangolo si baserà sulle figure previste nelle ripriese di Cat. ludica 1a/1b, scaricabili qui di seguito.

stage MdL Syncro

Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività – ADHD

Come centro con una notevole affluenza di minori, notiamo che, sempre più bambini con questo tipo di problematica, si avicinano al mondo dell’equitazione e trovano giovamento dall’interazione con l’animale cavallo.
In quanto estremamente sensibile, il cavallo risponde agli impulsi che gli vengono trasmessi, divendando quindi uno “specchio” dell’atteggiamento del bambino.
Questi se ne accorge e, inconsapevolmente, modifica il proprio atteggiamento per trovare un equilibrio che sia consono ad entrambi.
Esattamente la stessa cosa, avviene con quei bambini che hanno, all’opposto, un problema di “scarsa reattività”.

Dott.ssa Ilaria Rizzo

adhd2Il Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività (ADHD – Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder) rappresenta un disordine dello sviluppo neuropsicologico del bambino e quindi dell’adolescente. Si qualifica dalla presenza di un comportamento persistente caratterizzato da modalità di disattenzione e/o di iperattività-impulsività tali da rendere difficoltoso il normale sviluppo e integrazione/adattamento sociale del bambino-adolescente.

Vediamo nel dettaglio cosa s’intende per disattenzione, iperattività ed impulsività.

Disattenzione:

  • Si manifesta in contesti scolastici, lavorativi e/o sociali. Si osserva una difficoltà dei soggetti nel prestare attenzione ai particolari ed una tendenza nel compiere errori di distrazione nel lavoro scolastico o in altri compiti.
  • Il lavoro è disordinato e svolto senza cura. I soggetti mostrano difficoltà a mantenere attenzione sui compiti o nelle attività di gioco e/o hanno difficoltà a portare a termine il lavoro richiesto.
  • Si evince poco ascolto dalle parole altrui. I soggetti sembrerebbero come se avessero la testa altrove.
  • E’ evidente una presenza di…

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LOMBARDY, LAND OF POSSIBILITIES!

SUMMER HOLIDAYS – SPORT & LEASURE

Are you planning on visiting Expo-Milan? It will certainly be a nice experience for you.

But what about your kids? Why don’t you let they have their own fantastic Italian holiday?

Just some 50 km. south of Milan, right in the the “S.Colombano Hill Park”, the riding center VISOLA, organizes a weekly “campus”, from Sunday to Saturday, rightly set to welcome kids aged 8 to 12.

With several different sport activities, the place is ideal to experience the countryside life, among woods and vinyards (producing the only Milan’s wine).

Small groups of some 8/10 kids per week, always followed by experienced teachers and federal riding instructors.

This is absolutely the easiest, fastest and funniest way to learn Italian.

For more information and subscription, write to: centrovisola@gmail.com

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COUNTRY-DERBY, grande attenzione!

Domenica 22 Marzo 2015

Ha avuto una grande risonanza l’inizio del nuovo campionato di Country-Derby 2015, per l’attenzione prestata anche dalla stampa locale all’evento che ha avuto luogo Domenica 22 Marzo, presso il c.i. Visola di Graffignana (LO).

Nonostante le condizioni climatiche non fossero delle migliori, si sono visti più di 80 binomi alla partenza, nelle varie categorie, sia ludiche che agonistiche.
Le condizioni non ottimali dei campi (che pur hanno ben tenuto), hanno rallentato notevolmente i passaggi, costringendo l’organizzazione ad annullare, per sopraggiunta oscurità, la categoria C 100, in programma.

Grande soddisfazione comunque per la presenza dei moltissimi giovanissimi, entusiasti della specialità e vogliosi di rimettersi presto alla prova.

Scarica qui le:

– visola 22.03.15 – prestazioni ludiche

– visola 22.03.15 – classifiche agonistiche

articolo cittadino

Stage EQUITAZIONE CLASSICA con Dany Lahaye

Sabato 28 e Domenica 29 Marzo 2015

Evento federale che si terrà nel nostro centro, messo a disposizione per l’occasione.
La partecipazione è aperta sia ai partecipanti che agli “auditori”.
Vedi modulo iscrizioni per maggioni info.

Dany Lahaye

iscrizione stage

NE VALE SEMPRE LA PENA – di Sarah De Giorgis

Con grande piacere pubblichiamo sul nostro sito lo scritto di Sarah, nostra amica e compagna nel lavoro duro e gratificante di chi monta a cavallo con passione e con la volontà di migliorarsi. Complimenti Sarah, per il tuo lavoro e per come lo esprimi coi fatti e con le parole.

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di Sarah De Giorgis

Non importa quanto freddo o quanto caldo faccia, al maneggio si va comunque. Nemmeno la pioggia, la neve, il vento possono fermarti, perchè anche se non puoi montare a cavallo, ci sono i finimenti da ingrassare, gli stivali da pulire, l’armadietto da mettere in ordine. Tutto da ripulire dalla sabbia del campo, perchè su quello combatti, su quei centimetri di granelli che sanno essere morbidi quando ci si cammina e durissimi quanto ci si cade. Quelli che ti spazzoli in fretta via dai pantaloni quando ti rimetti in piedi per salire di nuovo in sella. Cosa ne sanno le persone, gli amici, la famiglia , di quanta forza e di quanto coraggio ci vogliono per tornare nuovamente sulla sella dopo che dalla stessa sei stato scaraventato via, e non sai mai bene né perché e né come, ringrazi solo mentalmente qualche Dio per essere ancora in grado di alzarti. A volte fa così paura, tornare in sella, che anche quando sei già su e ti prepari ad un nuovo esercizio, hai ancora le mani che ti tremano. Che ne sa chi ti dice ‘chi te lo fa fare’ di cosa si prova quando riesci a finire un percorso con un netto, o anche solo quando si è ancora in sella dopo che il nostro compagno, troppo vivace, ha provato più e più volte a disarcionarci. Che ne sanno di quanta fatica , di quanto impegno, di quanta dedizione e passione ci sia voluta per finire un percorso. Di quante volte sotto un salto hai chiuso gli occhi e preso fiato, perché sai, cazzo lo sai, che la distanza non c’è, e non sai cosa succederà da lì ad un istante prima di staccarsi da terra. Speri solo di avere buone gambe per restare attaccato alla sella, perché una fermata mentre si corre al galoppo contro un salto, significa quasi sempre un viaggetto verso l’ostacolo … Ma sa solo. O la terra o il cielo. Non ci sono vie di mezzo per chi fa salto, e quando non si va a terra, ecco che accade la magia. Senti l’adrenalina dai talloni, attaccati al costato del cavallo, alla punta delle dita, delicatamente strette sulle redini. Senti il tuo compagno fremere, accettare la sfida che è di uno e di entrambi, e nemmeno la gravita’ riesce a tenervi più a terra, voli al di la’ dell’ostacolo , una , due, tre, otto,dieci volte, ma non importa ogni salto è come se fosse il primo. Si vive più cinque minuti su quella sella, di quanto la gente faccia in una vita intera. E non c’è solo il salto, ci sono anche le ore passate a fare fiato, ad allenare i muscoli tuoi e suoi, i crampi alle gambe e le fitte nei fianchi, tanto dolorose da farti lacrimare, perché non puoi fermarti se l’esercizio non è finito, si esercita anche la disciplina a cavallo. E poi c’è la rabbia, la frustrazione, perché non si è mai abbastanza bravi, perché il cavallo è testardo e contro la mano, perché l’incollatura non è giusta, perché non hai mai le spalle abbastanza dritte o i talloni abbastanza bassi, perché il cavallo scarta i salti e sai che la colpa è tutta la tua, che non gli dai abbastanza impulso perché per prima hai paura. Ti tocca affrontare anche gli attimi in cui vorresti mandare tutto a fanculo, mollare. Gli attimi in cui ti senti crollare, e diventa infinitamente più semplice chiudere con tutto.E poi il lavoro nel campo e i salti sono solo parte dell’impegno Ci sono i veterinari, le ferrature, i vaccini, le coperte, il fieno, il mangime ed i soldi che non sembrano bastare mai. Stringi i denti e rinunci, per il tuo compagno impari a rinunciare. Limiti le uscite serali, rinunci alle marche, perché una Luis Vuitton, scarpe Hogan e sciarpa Burberry, non hanno alcun valore, non quanto ne ha il tuo cavallo. Sacrifichi natale e pasqua, amici e famiglia, compleanni e capodanni, per i cavalli. E la cosa stupefacente e che mai una volta, che sia una, te ne penti. Sai che ogni goccia di sudore, di paura o di fatica, ogni lacrima di rabbia o di gioia, ne è valsa la pena. Ne vale sempre la pena.

Uomini e donne cavalcano in modo diverso? No, se lo chiedete a un cavallo

Ecco la prova provata che l’equitazione è lo sport delle pari opportunità e che può essere praticato da tutti i membri della famiglia.

OggiScienza

3659279740_5df54d1e66_bWHAAAT? Il venerdì casual della scienza- Se gli scienziati maschi stressano i roditori, mentre la presenza di una ricercatrice non li turba affatto, è possibile che simili fenomeni esistano anche per altri animali? Magari non solo i topi preferiscono le bionde (si scherza), ma anche altre specie reagiscono diversamente alla presenza di un uomo o di una donna. Ad esempio i cavalli, che vivono a stretto contatto con gli esseri umani: fantino o fantina fa la differenza, anche solo per la diversa pressione esercitata sulla sella? Parrebbe di no, secondo quanto riporta un nuovo studio pubblicato sul Journal of Comparative Exercise Physiology.

I ricercatori dell’Università di medicina veterinaria di Vienna hanno indagato le possibili discrepanze di genere, analizzando diversi parametri di stress nei cavalli (livello di cortisolo nella saliva e battito cardiaco) e poi nei fantini, mentre si cimentavano in una corsa a ostacoli. Hanno così scoperto che…

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DIECI COSE DA SAPERE SULL’EQUITAZIONE

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1. L’equitazione è uno sport.

Uno sport vero, nel senso che uno suda, dimagrisce, si fa i muscoli e torna a casa coll’acido lattico nelle vene. No, non è che il cavallo si fa il mazzo e tu stai spaparanzato tipo in poltrona. Esiste una lunghissima serie di esercizi massacranti per il cavaliere, e tutto non per il mero gusto di rassodarsi le chiappe, bensì per rendersi capaci di restare in sella in (quasi) tutte le situazioni.

Avete presente quel grazioso “su e giù” che il cavaliere fa sulla sella quando il cavallo trotta? Provate a fare lo stesso senza staffe. Le staffe sono un utile appoggio attraverso cui il cavaliere trasferisce parte del suo peso al cavallo e quindi a terra, ma egli deve garantirsi sicurezza mediante una pressione forte e continua delle gambe sulla sella, il che mette paurosamente sotto sforzo i muscoli dell’interno coscia. Inoltre: un cavallo può sollevare un uomo di 70 kg col solo collo, senza particolare sforzo. Credete dunque che questo collo non abbia la forza sufficiente a vincere quella delle vostre esili braccine? Bicipiti, tricipiti, deltoidi e dorsali non se la passano meglio degli adduttori della coscia.

2. L’equitazione non è una cosa per signorine con la puzza sotto il naso.
E qui si potrebbero aprire fior di parentesi, che riassumerò nei seguenti punti:
– Il cavallo non si pulisce da solo e non esistono folletti magici che lo facciano per voi dopo il tramonto. Se vorrete andare a cavallo dovrete avere a che fare di frequente con fango, terreno, polvere, escrementi vari, bave e peli, peli, peli.
– Di per sé, la cura del cavallo è faticosa quanto la monta. Una serie potenzialmente infinita di operazioni precede e segue il momento della monta, la maggior parte delle quali prevede a sua volta fatica fisica direttamente (strigliate o tosate più di due cavalli di fila e comincerete a credere all’incredibile) o indirettamente (trasporto di oggetti pesanti disseminati in genere ovunque per la scuderia), e comunque non vi permette, se siete donne, che la vostra manicure duri più di 45 secondi. Se siete uomini, 30 secondi.
– Il cavallo è allo stesso tempo immensamente più forte e immensamente più stupido di voi. Il che, credete, causa una lunga serie di inconvenienti. L’animale ha spesso emozioni per noi non sempre sensate e non è detto che sia semplice tenere a freno 600 kg di “emozioni insensate”.

3. Per imparare ad andare a cavallo ci vogliono anni di apprendimento ed esistono varie scuole con metodologie diversissime tra loro.
Quindi, per pietà, non dite che sapete andare a cavallo se una volta a Pasqua avete fatto un giretto in campagna a dorso di mulo.

4. Il cavallo è un essere pensante.
Checché io stessa abbia detto della esiguità delle potenzialità intellettive di un cavallo qualora rapportate a quelle di un uomo (e ci sono comunque casi umani che renderebbero a questo proposito il dibattito assai interessante), l’animale è capace di ragionamenti assai lucidi, per quanto semplici. Un cavallo capisce con semplicità se un cavaliere è principiante o esperto ed agisce di conseguenza (coi principianti portando pazienza, sì, ma anche prendendosi libertà che l’esperto non gli lascerebbe), percepisce ansie e sicurezze del partner, esprime con estrema chiarezza bisogni, paure, allegria, nervosismo, rabbia, noia, affetto e spensieratezza. Riconosce persone e cose, impara in fretta, anche a prendervi in giro.

5. Il cavallo non è un essere umano.
E quindi non lo riempite di ninnoli e fiocchettini per lui completamente privi di significato. Non pretendete che sopporti bambini che gli scorrazzano tra le gambe o gli si attacchino alla coda. O che accetti smancerie a tempo indeterminato: le dimostrazioni d’affetto sono gradite, ma senza eccessiva invadenza.

6. Chi va a cavallo non è un fantino.
Un fantino è esclusivamente il cavaliere che partecipa alle gare di galoppo o di corsa ad ostacoli; gli altri vengono detti semplicemente cavalieri ed amazzoni, a seconda del sesso. E non devono attenersi a restrizioni di peso ed altezza, perché esiste un cavallo per qualsiasi stazza.

7. Andare a cavallo non fa venire le gambe storte.
Fidatevi.

8. Da cavallo si cade.
E molto, decine di volte, soprattutto all’inizio. Dunque non crediate che ogni caduta da cavallo presupponga nella migliore delle ipotesi una paralisi totale del malcapitato solo perché è accaduto a Christopher Reeves; la maggior parte delle cadute avviene senza alcuna conseguenza (se non per l’amor proprio). La prudenza, ovviamente, non è mai troppa, e quindi è d’obbligo l’uso del cap (casco con mentoniera, rivestito in velluto).

9. Il cavallo non salta a comando.
Sembra che una delle curiosità che più affliggono i profani dell’equitazione sia questa. Mi è stato chiesto una marea di volte se i cavalli, posti di fronte ad un ostacolo, saltino spontaneamente o abbiano bisogno di uno specifico comando per farlo.
Ma porca miseria, credete sul serio che un mammifero, se diretto a 60 all’ora contro una parete di legno, ci si schianti su fracassandosi le ossa a meno che non lo diciate voi?! Ma è chiaro che un cavallo salta ugualmente, se ne ha voglia. La riuscita tecnica di un salto deriva però ovviamente dall’affiatamento del binomio, dalla correttezza dell’avvicinamento all’ostacolo e quindi anche in gran parte dalle prestazioni del cavaliere.

10. Per andare a cavallo non è necessaria una giacca rossa con le code e dei pantaloni bianchi.
Il che fa il paio col punto 2. Gli abiti che userete per andare a cavallo si sporcheranno ed usureranno con facilità. Esiste quindi un abbigliamento specifico, con tessuti e cuoiami studiati per resistere nelle zone di particolare stress e creare la massima comodità, ma non si tratta comunque dei pantaloni bianchi e della giacca rossa che figurano nell’immaginario comune. Quelli sono abiti esclusivamente per la monta inglese, da concorso, e in ogni caso si differenziano a seconda delle discipline.
E non solo: per la monta western, non è che uno si mette un cappello a larghe tese, gli speroni a stella, comincia ad agitare braccia e gambe gridando “yyyyyyehhaaa!” e il gioco è fatto..

 

Di Roncaglia Silvia’s Blog.