La ricerca della fiducia

Se sei un genitore forse ti sei chiesto anche tu, come me: come favorire l’autostima nei bambini? Io ci rifletto da un po’ e ti racconto le risposte che ho trovato.

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LA FIDUCIA CHE DAI A TUO FIGLIO

cit. Liria Valenti, psicologa e psicoterapeuta a Roma

Ultimamente ho riflettuto molto sull’autostima dei bambini e su come noi adulti possiamo favorirla, incrementarla, incoraggiarla. Su cosa possiamo offrire loro affinché costruiscano nel tempo una immagine di sé “abbastanza buona”, che per me significa basata sull’idea che vogliono e possono creare e realizzare delle cose perché si fidano di se stessi, dei loro desideri e capacità. Penso a cosa possiamo fare per evitare che il nostro bambino si senta perso quando non è in grado di fare una cosa da solo o non si reputi in grado di farla, nonostante ne sia perfettamente capace, o peggio ancora, si costruisca l’idea che non realizzerà nulla di bello nella sua vita, semplicemente perché non si ritiene all’altezza.

Ecco, quando vedo i bambini che curiosano, tentano, falliscono, ritentano e poi riescono, avverto un senso di appagamento e benessere diffuso: vedo persone che non hanno paura di non farcela, che non si fanno travolgere dalla rabbia perché non riescono a gestire le frustrazioni di un tentativo mal riuscito, che non si lasciano scoraggiare dai primi scivoloni. Vedo bambini che sono certi che ce la faranno e che, con grande probabilità, diventeranno adulti che sanno di poter contare su se stessi per vivere e affrontare la vita – e questo mi rende felice.

Se sei un genitore, sicuramente anche tu ti sarai fatto le stesse domande che mi faccio io. La risposta che mi sono data è che la fiducia che il nostro bambino avrà in se stesso sarà possibile grazie a quella che noi avremo nutrito in lui.

Insomma, se volessimo tradurre in poche parole le elaborazioni cognitive ed emotive di un bambino, potremmo dire semplicemente così: “Se mamma e papà pensano che posso farcela, allora è proprio vero: posso farcela!”

Fermati a pensare all’ultima situazione in cui hai visto tuo figlio in difficoltà: durante un distacco, mentre costruiva qualcosa, quando cercava di infilarsi le scarpe. Cosa hai pensato di lui? E cosa hai fatto?

Non credo sia sano lasciare i nostri bimbi a cavarsela da soli, a tutti i costi, perché sono certa che vadano accompagnati, e con energia, speranza e fiducia: la nostra presenza e il nostro sostegno sono fondamentali perché da grandi possano sentirsi in grado di sostenersi anche da soli. Piuttosto, penso che possiamo ricordarci di alcune cose mentre siamo con loro e contribuire così alla loro autostima e alla fiducia che nutriranno nei loro confronti. Dunque, se hai il dubbio di fare poco per favorire l’autostima in tuo figlio, ecco cosa ti invito a fare.

Tieni conto della sua personalità, delle sue attitudini e preferenze. I bambini non sono tutti uguali e vedere il nostro per quello che è, e non per quello che vorremmo che fosse, è fondamentale per rispettare la sua unicità e far sì che esprima il meglio di sé.

Non dimenticare la sua età e il suo livello di sviluppo. È importante fare richieste adeguate a ciò che quel bambino è effettivamente in grado di fare: chiedergli troppo significherebbe esporlo a un fallimento garantito, e chiedergli troppo poco corrisponderebbe a svalutare le sue abilità.

Lascialo esplorare e trovare le sue soluzioni. Probabilmente ci metterà più tempo di quanto impiegherebbe un adulto, ma attiverà tutte le sue risorse e conquisterà un risultato tutto suo!

Spiega e fai vedere come fare. Non lasciarlo allo sbaraglio se lo vedi in difficoltà e non fare al posto suo: indicagli la strada e percorrila con lui, ma cedigli il controllo!

Incoraggialo e fai il tifo per lui. Lui imparerà a tifare per sé invece di criticarsi e mollare.

Festeggia con lui tutte le volte che puoi. Gli darai il permesso di darsi riconoscimenti e di godere dei suoi piccoli e grandi traguardi.

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