Sai vedere se il tuo cavallo prova dolore?

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Giudicare il livello di dolore o disagio che un cavallo può vivere può essere una sfida per chiunque. Dobbiamo fare affidamento su segni comportamentali che differiscono tra i cavalli e cambiano attraverso le situazioni.

Le risposte al dolore includono indicatori comportamentali attivi (come orecchie basse, morsi ai fianchi e zoppia) o soppressione di indicatori; i cavalli stoici cadono in quest’ultimo gruppo.

La mancanza di espressione potrebbe indicare una maggiore tolleranza, ma la soppressione dei segni di dolore potrebbe anche riflettere una strategia evolutiva di sopravvivenza negli animali da preda, inclusi i cavalli, perché nasconde la vulnerabilità in presenza di predatori.
Il cavallo può rivelare dolore, paura, irritazione e contentezza attraverso il suo linguaggio del corpo. Alcuni aspetti di questi stati emotivi sono involontari e impossibili da sopprimere persino per il cavallo più stoico.

Gli occhi
Gli occhi di un cavallo sono una finestra per le sue emozioni. Quando un cavallo sperimenta angoscia o dolore, le pupille si dilatano o si restringono e l’occhio cambia forma. Un cavallo rilassato ha un occhio tondo e morbido, ma quando ha dolore, le palpebre si chiudono e le ossa della cresta orbitale diventano esposte e prominenti. L’occhio assume ancora una forma diversa quando un cavallo sperimenta stress o paura – diventa triangolare e le rughe si formano sopra l’occhio; maggiore è il numero e la profondità delle rughe, più è probabile che il cavallo sia stressato.


Altri indicatori facciali
I cavalli che avvertono dolore possono mantenere la tensione alla mascella e serrare o digrignare i denti. La tensione sopra la bocca fa arretrare il labbro superiore, creando l’apparenza di un pronunciato “mento”. Le narici del cavallo diventano rigide e dilatate. Il cavallo potrebbe anche tenere le orecchie rigidamente lateralmente o sul retro, dando l’impressione che siano molto distanziate.

Postura del corpo
Alcuni cavalli reagiscono a stimoli fastidiosi o avversi con comportamenti difensivi appresi (rifiuto, fuga e aggressività), ma una postura del corpo abbattuta è più ampiamente riconosciuta come un indicatore del dolore. Il cavallo abbattuto porta la testa bassa, con il collo orizzontale rispetto al terreno piuttosto che arrotondato. Ha una posizione rigida di testa ed orecchi e lo sguardo fisso.

Cambiamenti nel livello di attività
I cavalli espressivi possono diventare irrequieti, irritabili, ansiosi o aggressivi quando provano dolore, ma i cavalli stoici e quelli con dolore cronico o grave, in genere, diventano meno attivi e più isolati. Sono spesso indifferenti o lenti a rispondere agli eventi che accadono intorno a loro, hanno una perdita di appetito e mostrano cambiamenti nei modelli di sonno, specialmente se la posizione sdraiata è compromessa dal dolore.
I cavalli con bassa emotività hanno esperienze più intense di quelle che il loro linguaggio del corpo rivela. Il tuo cavallo ha la fortuna di avere un proprietario che si preoccupa di come si sente, perché può essere facile mancare o notare appena i sottili segni del dolore, il disagio, la paura o anche la felicità del cavallo stoico. Acquisire familiarità con il tipico comportamento del tuo cavallo ti aiuterà a riconoscere i cambiamenti nell’espressione facciale, nella postura del corpo e nei livelli di attività che segnalano dolore o disagio.
Ricorda: contatta il tuo veterinario se il tuo cavallo mostra segni di dolore grave o cronico che potrebbe essere associato a una ferita o una malattia che
richiede cure mediche.

Judging the level of pain or discomfort a horse experiences can be a challenge for anybody. We have to rely on behavioral signs that differ among horses and change across situations.

Responses to pain include active behavioral indicators (such as ear-pinning, flank-biting, and lameness), or suppression of behavior; stoic horses fall into this latter group. This lack of expression could indicate a higher tolerance, but suppressing signs of pain might also reflect an evolved survival strategy in prey animals, including horses, because it hides vulnerability in the presence of predators1.

The horse can reveal pain, fear, irritation, and contentment through its body language. Some aspects of these emotional states are involuntary and impossible for even the most stoic horse to suppress.

The Eyes

A horse’s eyes are a window to its emotions. When a horse experiences distress or pain, the pupils dilate or constrict, and the eye changes shape. A relaxed horse has a round, soft eye, but when in pain the eyelids might close and the orbital crest bones become exposed and prominent2. The eye takes on yet a different shape when a horse experiences stress or fear – it becomes triangular, and wrinkles form above the eye; the greater the number and depth of wrinkles, the more stressed the horse is likely to be.

Other Facial Indicators

Horses experiencing pain might hold tension in the jaw and clench or grid their teeth. Tension above the mouth causes the upper lip to draw back, creating the appearance of a pronounced “chin.” The horse’s nostrils become rigid and dilated. The horse might also hold its ears stiffly to the side or back, giving the appearance that they are set widely apart.

Body Posture

Some horses react to annoying or aversive stimuli with learned defensive behaviors (avoidance, escape, and aggression), but a withdrawn body posture is more widely recognized as an indicator of pain. The withdrawn horse has a low head carriage, with the neck horizontal to the ground rather than rounded. It has a rigid stance and fixed gaze, head position, and ear position.

Changes in Activity Level

Expressive horses might become restless, irritable, anxious, or aggressive when they experience pain, but stoic horses, and those with chronic or severe pain, typically become less active and more isolated. They are often indifferent or slow to respond to events going on around them, have a loss of appetite, and show changes in sleep patterns—especially if laying down is impaired by the pain.

Horses with low emotional expressivity have experiences that are more intense than their body language reveals. Your horse is fortunate to have an owner who cares about how he is feeling, because it can be easy to miss or brush off the stoic horse’s subtle signs of pain, discomfort, fear, or even happiness. Becoming familiar with your horse’s typical behavior will help you recognize changes in facial expression, body posture, and activity levels that signal pain or discomfort.

Remember: Contact your veterinarian if your horse shows signs of severe or chronic pain that might be associated with an injury or illness requiring medical attention.

Posted by Robin Foster, PhD, CHBC, Cert. AAB, IAABC | Oct 11, 2018 | Behavior, Commentary, Equine Behavior Commentary Series, Pain Management, Welfare and Industry

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Dal Mondo: Kyrgyzstan Nomad Wold Games

I World Nomad Games 2018 in Kyrgyzstan si sono tenuti dal 2 al 8 di Settembre.

16 diversi tipi di sport e giochi di intelligenza sono giocati ai World Nomad Games.
Ci sono 7 varietà di wrestling, tra cui mas-wrestling, 6 che coinvolgono cavalli, aquile o cani e 3 giochi di intelligenza. Alcuni sono più spettacolari da guardare rispetto ad altri, ma tutti meritano di essere seguiti.

Kok Boru
Kok Boru è di gran lunga lo sport più venerato ai World Nomad Games. Simile al polo, questo gioco coinvolge due squadre in competizione per lanciare un oggetto in un bersaglio rotondo a ciascuna estremità del campo. L’oggetto: la carcassa senza testa di una capra.
Conosciuto come Buzkashi in Afghanistan (lo sport nazionale lì), Kok Boru è anche il più controverso a causa dell’uso rude di un animale morto. Ma questo gioco è stato giocato per secoli, e la capra viene assegnata alla squadra vincente per essere cucinata in una festa, quindi niente va sprecato.

 Er Enish
Mentre Kok Boru è lo sport più eccitante, Er Enish è il più brutale.
Questo è essenzialmente wrestling a cavallo. Due guerrieri combattono per far cadere l’altro dal cavallo in impressionanti attacchi di forza e agilità. L’abilità necessaria per competere è folle, soprattutto se si considera quanto deve essere dura sia sull’uomo che sul cavallo.

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Estratto da: https://www.nomadasaurus.com/ultimate-guide-world-nomad-games-in-kyrgyzstan/, di Alesha And Jarryd | Saturday, May 12, 2018, che ringraziamo.

Arcinazzo: Finali campionato italiano Cross-Country e Country-Derby

“dal sito Fitetrec-ANTE Lombardia”

Mercoledì, 10 Ottobre 2018 09:06

140 tra amazzoni e cavalieri, hanno preso parte alla Finale del Campionato Italiano di Cross Country e Country Derby

Si è concluso anche per questo 2018 il Campionato Italiano e Trofeo delle Regioni di due delle discipline Fitetrec-Ante legate all’Equitazione di Campagna. Il Campionato ha visto nel corso dell’ anno disputarsi nelle varie regioni le tappe valevoli per la finale di Arcinazzo. Il circuito, ideato dai referenti di disciplina Enrico Raggi per il Country Derby e Antonio Rosato per il Cross Country, ha entusiasmato e coinvolto un buon numero di cavalli e cavalieri certamente in crescendo rispetto agli anni precedenti e che ha coinvolto anche i giovanissimi con le categorie c40 che hanno l’obiettivo di avvicinare anche i più piccoli.

Un anno importante questo che vede ricorrere il 50° anniversario della Fitetrec-Ante ed il 150° dalla nascita di Federico Caprilli, il “maestro dell’equitazione”, l’inventore delle moderne discipline sportive su ostacoli e in ambiente naturale, l’Uomo che ha cambiato il corso dell’equitazione ideando il Sistema Naturale basato su principi di dinamicità ed equilibrio naturali che si servivano di tecniche idonee alla formazione del binomio uomo-cavallo. Un metodo che dapprima l’Italia ha fatto suo impiegandolo fino ai giorni nostri e che ha poi esportato in tutto il mondo. Quale modo migliore di contendersi il titolo di Campione Italiano sugli Altopiani di Arcinazzo se non quello di rendere omaggio al grande Caprilli?

Ed ora entriamo nel vivo delle classifiche che vede il Rosa della Lombardia trionfare nella cat. C110 del Country Derby con solo 4 penalità accumulate nei due giorni di gara, il miglior punteggio in assoluto che consente all’amazzone della squadra Lombarda Sarah De Giorgis su Vyper de Courcel di salire sul podio con la fascia di Campione Assoluto Italiano 2018. Un meritatissimo secondo posto per il cavaliere Emiliano Enrico Tibaldi su Enzio e bronzo all’amazzone Laziale Lorenza Pezzillo su Belburno.

Ancora amazzoni sul podio, nella cat.C100 l’amazzone dell’Emilia Romagna Ghislaine Giuliani in sella a Valentina H ha terminato in prima posizione seguita dalla Laziale Daniela Luciani con Oliver che si aggiudica l’argento e sul terzo gradino sale la Lombarda Sarah De Giorgis poi oro nella C110. Nella 90 poche sono le penalità che dividono i primi binomi tutti al femminile, l’Emilia Romagna si aggiudica il primo posto con Virginia Tibaldi su Aresti, l’argento va a Flavia Viglianti con la sua cavalla Pimpinella King di Colle San Marco, terzo gradino per  Michela De Santis con Nanà. La vittoria della categoria C80 porta il nome di Nicole Carinelli su Vicompte Z che conclude la gara con sole 3 penalità totali seguita da Sara Vezzini con 8, il bronzo se lo aggiudica un’ altra amazzone Federica Frongia su Lacantine. Le poche penalità accumulate dai vari binomi nelle 4 categorie più impegnative sottolineano il buon livello di preparazione di cavalli e cavalieri che, nonostante una pioggia battente, ha affrontato dei percorsi, tracciati dal Responsabile di disciplina Enrico Raggi, molto tecnici e insidiosi. Vediamo cosa accade nelle categorie più basse dove brilla la Puglia con la sua allieva Giada Pignattelli che conclude con 0 penalità agli ostacoli seguita dall’amazzone Marchigiana Emma Salciccia con Rebecca che recentemente ha partecipato al Trofeo CONI Kinder+Sport a Rimini, nelle finali di Specialità Gimkana Monta da Lavoro, il terzo posto se lo aggiudica il binomio Maya Ejjebli e Stella. La vittoria della C60 porta la firma di Clarissa Raggi che si allena quotidianamente presso il circolo lombardo La Visola ed ha chiuso i due giorni di gara con un totale di 198 punti. Ad un soffio dal podio è arrivata una delle promesse pugliesi Chiara Perrone su Ambra, bronzo ancora in rosa all’atleta Lombarda Alessia Leone su Pioggia Invernale con 195 punti totali. Per quanto riguarda la categoria dedicata alle nuove leve che iniziano a cimentarsi sui percorsi di campagna nella C40 domina la Lombardia con Emma Travaglia che vola sul podio con 197 punti seguita dal cavaliere Laziale Matteo Mariani su Mia con 0 penalità agli ostacoli, terzo posto per Giada Acerbi su Wilco che chiude con 195 punti.

Vincono l’attesissimo Trofeo delle Regioni gli atleti del Comitato Regionale Lombardo capitanato da Enrico Raggi con 2277 punti seguito dal Lazio che conclude con 2228 punti, terza sul podio l’agguerritissima Emilia  Romagna con 1601 totali. A seguire troviamo le Marche, Puglia, Campania, Umbria, Piemonte e Veneto.

Parliamo ora di Cross-Country, dei suoi atleti, dei suoi cavalli dei tecnici e di tutti gli appassionati di una delle discipline outdoor più spettacolari dell’equitazione. I percorsi sono stati progettati dal Luogotenente Roberto Greco e hanno dato soddisfazione nonostante il meteo avverso delle prime giornate di gara. Il fondo dei campi del Centro Ippico San Giorgio agli Altopiani di Arcinazzo si è difeso alla grande anche se continuamente bombardato dalla pioggia battente, soddisfatti i tecnici e gli organizzatori che hanno potuto continuare le gare senza interruzioni.

La squadra del Comitato Lazio del Tecnico Ludovico Orlandi si aggiudica il podio nel Trofeo delle Regioni 2018 per il terzo anno consecutivo con 472 punti, un punteggio che non lascia scampo alla Puglia che si aggiudica l’argento con 296, bronzo invece bronzo alla squadra Lombarda di Giovanni Lancini che finisce con 283 punti. La storia si ripete ancora con la vittoria del Laziale Diego Boccia che vince la Finale ANAM con la cavalla M.Barbar della Sibilla, lo stesso si aggiudica anche il bronzo nella categoria Avviamento B preceduto al secondo posto dalla pugliese Marian Bunga Minidor su Gialda, primo assoluto Monteleone Santiago su Akim che vince con ben 100 punti. Nella categoria D brilla la Lombardia con i suoi atleti ed i suoi cavalli, primo assoluto Cristian Fasana sul Psi Top Secret con una sola penalità,seguito da Elga Zanchi, terzo gradino del podio per Enrico Guerini su Fenis di Santa Marta. Ed è il Lazio la regina assoluta della categoria F con i suoi binomi agguerritissimi prima fra tutti con 100 punti Ilaria Boccia in sella a Mina Plus, al secondo posto Giovanni Stroveglia su ZioFabian, al terzo posto la Lombardia con il suo atleta Giuseppe Valli e la sua Irina. Nella categoria dedicata ai cavalieri in erba ovvero l’Avviamento cat.A domina ancora il Lazio con il suo binomio Francesco Pistoia e Lancillotto, argento al Veneto Nicolò Valentini su Presolana, terzo gradino del podio per la Puglia con Andrea Asciano su Arnold.

Si ritiene soddisfatto il pluricampione di questa disciplina Antonio Rosato, oggi presente come Responsabile Cross Country e Consilgiere Nazionale per l’ottima organizzazione ed il buon livello tecnico dei binomi. Questo Campionato che lega una serie di appuntamenti regionali ha certamente creato motivazione ed interesse anche nelle categorie riservate all’ avviamento, dove i giovani allievi possono fare esperienze fuori dai tradizionali campi ostacoli passando delle giornate in aperta campagna.

E terminiamo con una citazione famosa tanto amata anche da Federico Caprilli a cui dedichiamo queste giornate Green di gare outdoor: Gli esercizi quieti e prolungati mitigano l’ardore dell’animale, e lo calmano invece di animarlo. Che se qualcuno ritiene che il correr sovente e velocemente, stancando il cavallo, lo calmi, pensa tutto il contrario di quello che è. In questo modo i cavalli focosi si mettono in orgasmo come l’uomo in collera.”

In allegato tutte le Classifiche Finali

Leggi anche Articolo precedente

Posted by Romina Ripa Ufficio Stampa Fitetrec-Ante

CAMPIONATI ITALIANI

Siete grandi ragazzi!

Complimenti per le prestazioni nel Campionato Italiano di Country-Derby 2018.

Tutti avete contribuito anche a far vincere anche il Trofeo regioni alla Lombardia quest’anno.

Ma l’importante è che tutti, tutti, tutti avete montato in maniera MAGNIFICA!

Scarica la classifica gen cavalieri lombardi

You are great guys!
Congratulations on the performance in the Italian Country-Derby Championship 2018.
You all have also helped the Lombardy to win the Region Trophy this year.
But the important thing is that everyone, everyone, you all have riden in a MAGNIFICENT way!

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Di cosa ha bisogno un bambino

Iperbambini: figli di una protezione esagerata e stress

(estratto) –

Gli “iperbambini” sono il prodotto degli ipergenitori, una nuova dinamica sempre più comune, la quale trascura aspetti importanti dell’infanzia come il gioco, la relazione con la natura, la noia e la gestione dei problemi. Si tratta di una generazione che non ha abbastanza tempo per l’autoscoperta, ed è presente uno stile educativo basato su protezione, attenzioni ed elogi esagerati.

Gli iperbambini rispondono prima alle necessità altrui piuttosto che alle proprie. Si tratta di una generazione che non ha abbastanza tempo per l’autoscoperta, lo sviluppo interpersonale e molti tratti della personalità che si formano durante l’infanzia.

Bambino abbraccia sua madre

——  omissis ——-

Di cosa ha davvero bisogno un bambino?

È difficile determinare i bisogni di tutti i bambini. Come ogni individuo, hanno aspirazioni, desideri e aspettative proprie. Una cosa, però, è chiara: si stanno formando per affrontare il mondo reale e non possiamo esigere da loro tanto quanto esigiamo dagli adulti.

Ecco perché la aspirazioni di un genitore non devono mai riversarsi sui figli. Per esempio, è assurdo pensare già a quale facoltà universitaria intraprenderanno quando non hanno ancora compiuto 10 anni. Dobbiamo lasciarli liberi di sviluppare i loro gusti e la loro personalità. Soprattutto dobbiamo lasciarli sbagliare, scoprire i loro limiti e imparare dai loro errori per migliorarsi.

Fonte: https://lamenteemeravigliosa.it/iperbambini-protezione-e-stress/

 

Leggi anche: La ricerca della fiduciaLa ricerca dell’equilibrio

Massima di vita!

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Certificato medico sportivo, abolito l’obbligo per i bambini sotto i 6 anni — DiLei

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Un Decreto ha abolito l’obbligo del Certificato medico sportivo per i bambini con un’età sotto i 6 anni. Ecco cosa cambia e perché

Decade l’obbligo del certificato medico sportivo per i bambini sotto i 6 anni. Lo stabilisce un decreto emanato in questi giorni dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin e da quello dello Sport Luca Lotti. Come spiega il Governo, la decisione sarebbe partita da una richiesta fatta dalla Federazione italiana medici pediatri.

La Fimp infatti nel 2015 aveva evidenziato la necessità “di escludere dall’obbligo della certificazione medica l’attività sportiva per la fascia di età compresa tra 0 e 6 anni, al fine di promuovere l’attività fisica organizzata dei bambini, di facilitare l’approccio all’attività motoria costante fin dai primi anni di vita, di favorire un corretto modello di comportamento permanente, nonché di non gravare i cittadini ed il Servizio sanitario nazionale di ulteriori onerosi accertamenti e certificazioni”.

Come spiega il decreto: “Non sono sottoposti ad obbligo di certificazione medica, per l’esercizio dell’attività sportiva in età prescolare, i bambini di età compresa tra 0 e 6 anni, ad eccezione dei casi specifici indicati dal pediatra”.

La decisione è stata accolta in modo positivo dalla Federazione italiana medici pediatri: “D’ora in poi i bambini da 0 a 6 anni potranno liberamente praticare un’attività fisica organizzata – ha spiegato Paolo Biasci, il Presidente dell’associazione – senza bisogno di documentazione medica, salvo in casi specifici segnalati dal Pediatra di Famiglia. Le istituzioni competenti hanno accolto una nostra proposta avanzata nell’estate del 2015”.

“Questa decisione potrà favorire l’attività fisica dei bambini fin dai primissimi anni di vita – si legge ancora nella nota diffusa dalla Fimp -e aiutare a contrastare così la pericolosa tendenza alla sedentarietà. Si tratta, infatti, di uno stile di vita scorretto ancora troppo diffuso tra gli italiani d’ogni fascia d’età. Attualmente il 53% dei giovani d’età compresa tra i 3 e i 5 anni e il 22% di quelli tra i 6 e i 10 anni non praticano alcuna forma di attività fisica. Il nostro auspicio e’ che, anche grazie al recente provvedimento, si possano ulteriormente promuovere stili di vita sani tra tutta la popolazione residente nel nostro Paese”.

Insomma: i medici sono convinti che l’abolizione del certificato medico per i bambini sotto i 6 anni favorirà l’attività fisica dei più piccoli e consentirà a tanti genitori di evitare lunghe attese e costi per le pratiche.

 

La ricerca della felicità

Non di solo pane vive l’uomo.

Leggi anche La ricerca dell’immortalità – La ricerca dell’equilibrio –  La ricerca della fiducia

 

DI COSA E’ FATTA LA FELICITA’ – cit. Lucia Lorenzon

Di cosa è fatta la felicità?

Esiste un segreto, nascosto qua o là?

No, non c’è segreto, non c’è ricetta,

di certo non la si costruisce in fretta.

È fatta di cielo, è fatta di mare,

di altissimi monti e sterminate pianure.

È fatta di sole forte e cocente,

di pioggia e di neve, che accarezzan la mente.

È fatta di zucchero e un po’ di sale,

un po’, quanto basta,

chè sulle cicatrici fa male.

È fatta di amore, di abbracci, di baci,

di coccole dolci ed esplorazioni audaci.

È fatta di segreti, intimità, confidenza,

di silenzi, rispetto, ascolto e pazienza.

È fatta di sogni immensi e piccini,

alcuni vicini altri molto lontani.

È fatta di momenti di grande stanchezza,

a cui far fronte con sterminata tenerezza.

È fatta dei tuoi occhi e della tua voce,

della tua mano che stringe la mia e mi da pace.

La felicità può essere anche semplice quiete,

il ristoro trovato dopo una terribile sete.

Una risposta sicura, però, ce l’ho eccome:

la felicità porterà, per sempre, il tuo nome.

Lucia Lorenzon, 11 aprile 2018

Nicky ed Elsa 6

A spasso sui Colli Banini

Una proposta per una giornata diversa.

Tre ore di passeggiata in un contesto straordinario, aperto a chi vuole partecipare con il proprio cavallo, oppure con quello della scuola.

Per info, chiamate la segreteria al nr. 339.2103217 (Cristina)

A spasso sui colli

 

 

La ricerca dell’immortalità

INDIVIDUATO ORMONE DELL’INVECCHIAMENTO. LA CHIAVE PER CONTRASTARLO?

LO SPORT.

Una ricerca ha evidenziato come l’ormone che scatena l’invecchiamento dell’intero organismo resti a livelli bassi se si svolge attività fisica regolare.

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ATTENZIONE però!

L’esercizio fisico deve essere personalizzato e gestito da tecnici di comprovata esperienza e professionalità, ad ogni livello.

Occorre una preparazione specifica, non ci si improvvisa istruttori, nemmeno se già atleti; può arrivare ad essere controproducente.

Sorgente: Individuato ormone dell’invecchiamento. La chiave per contrastarlo? Lo sport – Approfondimenti – DOC Generici

Leggi anche: La ricerca della felicità e La ricerca della fiducia

LE BUONE PRATICHE – le espressioni

 

LBP- le espressioni del viso

Lavora su te stesso!

“If You Don’t make the time to work on creating the LIFE you want, You are eventually going to be forced to spend a LOT of time Dealing with a Life you don’t want.”                                                                           Cit. Yojana kharve

 “Se non ti prendi il tempo per lavorare alla creazione della VITA che vuoi, sarai obbligato a trascorrere un mare di tempo avendo a che fare con una vita che non vuoi.”
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Le Buone Pratiche – montare in sella

LBP- montare in sella

La ricerca dell’equilibrio

Perchè una personalità completa ha una marcia in più.

Leggi anche: La ricerca della felicitàLa ricerca della fiduciaLa ricerca dell’immortalità

 

BAMBINI ED EQUILIBRIO, PERCHE’ INTERVENIRE SUBITO.

SCOPERTE – “Non comportarti come un bambino…non sei più un bambino, datti un contegno…”: nella nostra esperienza quotidiana – e quindi nel nostro modo di parlare – è ormai assimilato il fatto che, oltre agli evidenti cambiamenti fisiologici e ormonali, il delicato passaggio dall’infanzia all’adolescenza comporta anche una drastica modifica comportamentale. È infatti in questi […]

via Dall’infanzia all’adolescenza: l’origine del controllo degli impulsi — OggiScienza

Condividiamo questo interessante articolo, esplicativo dell’importanza di dare una direttiva alle potenzialità emozionali del bambino; sin dall’età pre-scolare.

trova-lequilibrio

 

Equitazione: COUNTRY-DERBY, grande attenzione!

Domenica 22 Marzo 2015

Ha avuto una grande risonanza l’inizio del nuovo campionato di Country-Derby 2015, per l’attenzione prestata anche dalla stampa locale all’evento che ha avuto luogo Domenica 22 Marzo, presso il c.i. Visola di Graffignana (LO).

Nonostante le condizioni climatiche non fossero delle migliori, si sono visti più di 80 binomi alla partenza, nelle varie categorie, sia ludiche che agonistiche.
Le condizioni non ottimali dei campi (che pur hanno ben tenuto), hanno rallentato notevolmente i passaggi, costringendo l’organizzazione ad annullare, per sopraggiunta oscurità, la categoria C 100, in programma.

Grande soddisfazione comunque per la presenza dei moltissimi giovanissimi, entusiasti della specialità e vogliosi di rimettersi presto alla prova.

Scarica qui le:

– visola 22.03.15 – prestazioni ludiche

– visola 22.03.15 – classifiche agonistiche

articolo cittadino

NE VALE SEMPRE LA PENA – di Sarah De Giorgis

Con grande piacere pubblichiamo sul nostro sito lo scritto di Sarah, nostra amica e compagna nel lavoro duro e gratificante di chi monta a cavallo con passione e con la volontà di migliorarsi. Complimenti Sarah, per il tuo lavoro e per come lo esprimi coi fatti e con le parole.

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di Sarah De Giorgis

Non importa quanto freddo o quanto caldo faccia, al maneggio si va comunque. Nemmeno la pioggia, la neve, il vento possono fermarti, perchè anche se non puoi montare a cavallo, ci sono i finimenti da ingrassare, gli stivali da pulire, l’armadietto da mettere in ordine. Tutto da ripulire dalla sabbia del campo, perchè su quello combatti, su quei centimetri di granelli che sanno essere morbidi quando ci si cammina e durissimi quanto ci si cade. Quelli che ti spazzoli in fretta via dai pantaloni quando ti rimetti in piedi per salire di nuovo in sella. Cosa ne sanno le persone, gli amici, la famiglia , di quanta forza e di quanto coraggio ci vogliono per tornare nuovamente sulla sella dopo che dalla stessa sei stato scaraventato via, e non sai mai bene né perché e né come, ringrazi solo mentalmente qualche Dio per essere ancora in grado di alzarti. A volte fa così paura, tornare in sella, che anche quando sei già su e ti prepari ad un nuovo esercizio, hai ancora le mani che ti tremano. Che ne sa chi ti dice ‘chi te lo fa fare’ di cosa si prova quando riesci a finire un percorso con un netto, o anche solo quando si è ancora in sella dopo che il nostro compagno, troppo vivace, ha provato più e più volte a disarcionarci. Che ne sanno di quanta fatica , di quanto impegno, di quanta dedizione e passione ci sia voluta per finire un percorso. Di quante volte sotto un salto hai chiuso gli occhi e preso fiato, perché sai, cazzo lo sai, che la distanza non c’è, e non sai cosa succederà da lì ad un istante prima di staccarsi da terra. Speri solo di avere buone gambe per restare attaccato alla sella, perché una fermata mentre si corre al galoppo contro un salto, significa quasi sempre un viaggetto verso l’ostacolo … Ma sa solo. O la terra o il cielo. Non ci sono vie di mezzo per chi fa salto, e quando non si va a terra, ecco che accade la magia. Senti l’adrenalina dai talloni, attaccati al costato del cavallo, alla punta delle dita, delicatamente strette sulle redini. Senti il tuo compagno fremere, accettare la sfida che è di uno e di entrambi, e nemmeno la gravita’ riesce a tenervi più a terra, voli al di la’ dell’ostacolo , una , due, tre, otto,dieci volte, ma non importa ogni salto è come se fosse il primo. Si vive più cinque minuti su quella sella, di quanto la gente faccia in una vita intera. E non c’è solo il salto, ci sono anche le ore passate a fare fiato, ad allenare i muscoli tuoi e suoi, i crampi alle gambe e le fitte nei fianchi, tanto dolorose da farti lacrimare, perché non puoi fermarti se l’esercizio non è finito, si esercita anche la disciplina a cavallo. E poi c’è la rabbia, la frustrazione, perché non si è mai abbastanza bravi, perché il cavallo è testardo e contro la mano, perché l’incollatura non è giusta, perché non hai mai le spalle abbastanza dritte o i talloni abbastanza bassi, perché il cavallo scarta i salti e sai che la colpa è tutta la tua, che non gli dai abbastanza impulso perché per prima hai paura. Ti tocca affrontare anche gli attimi in cui vorresti mandare tutto a fanculo, mollare. Gli attimi in cui ti senti crollare, e diventa infinitamente più semplice chiudere con tutto.E poi il lavoro nel campo e i salti sono solo parte dell’impegno Ci sono i veterinari, le ferrature, i vaccini, le coperte, il fieno, il mangime ed i soldi che non sembrano bastare mai. Stringi i denti e rinunci, per il tuo compagno impari a rinunciare. Limiti le uscite serali, rinunci alle marche, perché una Luis Vuitton, scarpe Hogan e sciarpa Burberry, non hanno alcun valore, non quanto ne ha il tuo cavallo. Sacrifichi natale e pasqua, amici e famiglia, compleanni e capodanni, per i cavalli. E la cosa stupefacente e che mai una volta, che sia una, te ne penti. Sai che ogni goccia di sudore, di paura o di fatica, ogni lacrima di rabbia o di gioia, ne è valsa la pena. Ne vale sempre la pena.

DIECI COSE DA SAPERE SULL’EQUITAZIONE

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1. L’equitazione è uno sport.

Uno sport vero, nel senso che uno suda, dimagrisce, si fa i muscoli e torna a casa coll’acido lattico nelle vene. No, non è che il cavallo si fa il mazzo e tu stai spaparanzato tipo in poltrona. Esiste una lunghissima serie di esercizi massacranti per il cavaliere, e tutto non per il mero gusto di rassodarsi le chiappe, bensì per rendersi capaci di restare in sella in (quasi) tutte le situazioni.

Avete presente quel grazioso “su e giù” che il cavaliere fa sulla sella quando il cavallo trotta? Provate a fare lo stesso senza staffe. Le staffe sono un utile appoggio attraverso cui il cavaliere trasferisce parte del suo peso al cavallo e quindi a terra, ma egli deve garantirsi sicurezza mediante una pressione forte e continua delle gambe sulla sella, il che mette paurosamente sotto sforzo i muscoli dell’interno coscia. Inoltre: un cavallo può sollevare un uomo di 70 kg col solo collo, senza particolare sforzo. Credete dunque che questo collo non abbia la forza sufficiente a vincere quella delle vostre esili braccine? Bicipiti, tricipiti, deltoidi e dorsali non se la passano meglio degli adduttori della coscia.

2. L’equitazione non è una cosa per signorine con la puzza sotto il naso.
E qui si potrebbero aprire fior di parentesi, che riassumerò nei seguenti punti:
– Il cavallo non si pulisce da solo e non esistono folletti magici che lo facciano per voi dopo il tramonto. Se vorrete andare a cavallo dovrete avere a che fare di frequente con fango, terreno, polvere, escrementi vari, bave e peli, peli, peli.
– Di per sé, la cura del cavallo è faticosa quanto la monta. Una serie potenzialmente infinita di operazioni precede e segue il momento della monta, la maggior parte delle quali prevede a sua volta fatica fisica direttamente (strigliate o tosate più di due cavalli di fila e comincerete a credere all’incredibile) o indirettamente (trasporto di oggetti pesanti disseminati in genere ovunque per la scuderia), e comunque non vi permette, se siete donne, che la vostra manicure duri più di 45 secondi. Se siete uomini, 30 secondi.
– Il cavallo è allo stesso tempo immensamente più forte e immensamente più stupido di voi. Il che, credete, causa una lunga serie di inconvenienti. L’animale ha spesso emozioni per noi non sempre sensate e non è detto che sia semplice tenere a freno 600 kg di “emozioni insensate”.

3. Per imparare ad andare a cavallo ci vogliono anni di apprendimento ed esistono varie scuole con metodologie diversissime tra loro.
Quindi, per pietà, non dite che sapete andare a cavallo se una volta a Pasqua avete fatto un giretto in campagna a dorso di mulo.

4. Il cavallo è un essere pensante.
Checché io stessa abbia detto della esiguità delle potenzialità intellettive di un cavallo qualora rapportate a quelle di un uomo (e ci sono comunque casi umani che renderebbero a questo proposito il dibattito assai interessante), l’animale è capace di ragionamenti assai lucidi, per quanto semplici. Un cavallo capisce con semplicità se un cavaliere è principiante o esperto ed agisce di conseguenza (coi principianti portando pazienza, sì, ma anche prendendosi libertà che l’esperto non gli lascerebbe), percepisce ansie e sicurezze del partner, esprime con estrema chiarezza bisogni, paure, allegria, nervosismo, rabbia, noia, affetto e spensieratezza. Riconosce persone e cose, impara in fretta, anche a prendervi in giro.

5. Il cavallo non è un essere umano.
E quindi non lo riempite di ninnoli e fiocchettini per lui completamente privi di significato. Non pretendete che sopporti bambini che gli scorrazzano tra le gambe o gli si attacchino alla coda. O che accetti smancerie a tempo indeterminato: le dimostrazioni d’affetto sono gradite, ma senza eccessiva invadenza.

6. Chi va a cavallo non è un fantino.
Un fantino è esclusivamente il cavaliere che partecipa alle gare di galoppo o di corsa ad ostacoli; gli altri vengono detti semplicemente cavalieri ed amazzoni, a seconda del sesso. E non devono attenersi a restrizioni di peso ed altezza, perché esiste un cavallo per qualsiasi stazza.

7. Andare a cavallo non fa venire le gambe storte.
Fidatevi.

8. Da cavallo si cade.
E molto, decine di volte, soprattutto all’inizio. Dunque non crediate che ogni caduta da cavallo presupponga nella migliore delle ipotesi una paralisi totale del malcapitato solo perché è accaduto a Christopher Reeves; la maggior parte delle cadute avviene senza alcuna conseguenza (se non per l’amor proprio). La prudenza, ovviamente, non è mai troppa, e quindi è d’obbligo l’uso del cap (casco con mentoniera, rivestito in velluto).

9. Il cavallo non salta a comando.
Sembra che una delle curiosità che più affliggono i profani dell’equitazione sia questa. Mi è stato chiesto una marea di volte se i cavalli, posti di fronte ad un ostacolo, saltino spontaneamente o abbiano bisogno di uno specifico comando per farlo.
Ma porca miseria, credete sul serio che un mammifero, se diretto a 60 all’ora contro una parete di legno, ci si schianti su fracassandosi le ossa a meno che non lo diciate voi?! Ma è chiaro che un cavallo salta ugualmente, se ne ha voglia. La riuscita tecnica di un salto deriva però ovviamente dall’affiatamento del binomio, dalla correttezza dell’avvicinamento all’ostacolo e quindi anche in gran parte dalle prestazioni del cavaliere.

10. Per andare a cavallo non è necessaria una giacca rossa con le code e dei pantaloni bianchi.
Il che fa il paio col punto 2. Gli abiti che userete per andare a cavallo si sporcheranno ed usureranno con facilità. Esiste quindi un abbigliamento specifico, con tessuti e cuoiami studiati per resistere nelle zone di particolare stress e creare la massima comodità, ma non si tratta comunque dei pantaloni bianchi e della giacca rossa che figurano nell’immaginario comune. Quelli sono abiti esclusivamente per la monta inglese, da concorso, e in ogni caso si differenziano a seconda delle discipline.
E non solo: per la monta western, non è che uno si mette un cappello a larghe tese, gli speroni a stella, comincia ad agitare braccia e gambe gridando “yyyyyyehhaaa!” e il gioco è fatto..

 

Di Roncaglia Silvia’s Blog.

Test “BAMBINI E CAVALLI”

Andare a cavallo fa bene ai bambini: è quanto emerge da una recente ricerca, secondo cui i bambini che trascorrono il proprio tempo con i cavalli, cavalcandoli o meno, presentano minori livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. I ricercatori hanno monitorato per tre mesi un gruppo di 130 ragazzini durante i loro corsi di equitazione dopo scuola: lezioni da 90 minuti ciascuna, in cui è stato insegnato loro come si cura, come va trattato, come si monta il proprio destriero. Ogni ragazzino ha fornito sei campioni di saliva due giorni prima e due giorni dopo il trimestre in cui si è svolto il test: i risultati delle analisi, pubblicati sull’American Psychological Association’s Human-Animal Interaction Bulletin, hanno poi rivelato che questi bambini, avendo trascorso il proprio tempo andando a cavallo, presentavano livelli di stress notevolmente ridotti rispetto a quelli registrati prima dell’inizio dei corsi.

La Dottoressa Patricia Pendry della Washington State University ha inoltre riscontrato che l’ormone dello stress, il cortisolo, tendeva ad ridursi soprattutto durante il pomeriggio: un risultato incoraggiante, se si considera che alti livelli di cortisolo, soprattutto nel pomeriggio, sono considerati un grosso fattore di rischio nello sviluppo di patologie psicologiche.

I ricercatori si augurano che lo studio condotto rappresenti un primo passo verso la scoperta di nuovi metodi per prevenire lo sviluppo di patologie mentali. Studi precedenti avevano già evidenziato quanto l’interazione con cani, cavalli e gatti giovi, in effetti, all’autostima dei bambini, ma mai ci si era focalizzati prima d’ora sul fatto che i cavalli potessero aiutare a ridurre lo stress negli adolescenti. Una prospettiva di prevenzione che non esclude, però, la possibilità di fare dell’equitazione una forma terapeutica che possa aiutare anche le persone già affette da disturbi psicologici.

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E’ il momento migliore per vivere una splendida esperienza.

Concedi a tuo figlio di vivere il contatto con l’animale, di muoversi nella natura e di imparare divertendosi.

Il centro è specializzato nell’insegnamento a bambini e ragazzi e mette a disposizione i propri istruttori anche ai principianti, che vogliano avvicinarsi a questo nobile animale.

Per maggiori informazioni e per prenotazioni, chiama la segreteria al 339.2103217

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